Per meglio comprendere le caratteristiche dell’apprendimento umano è necessario differenziare tra bambino e adulto.
Facendo ciò possiamo dividere la parte pedagogica ( relativa al bambino) da quella andragogica ( relativa all’adulto) e soffermarci su alcuni aspetti che meglio spiegano le differenze nell’apprendimento.
La pedagogia è una scienza dell’istruzione che si occupa della riflessione critica e della progettazione della pratica educativa ( dal greco paidos bambino e guidare, condurre, accompagnare). L’andragogia è una teoria unitaria dell’apprendimento ed educazione degli adulti. Il termine è stato coniato in contrapposizione a quello di pedagogia.
Prendendo spunto dalla tabella che confronta i due modelli pedagogico ed andragogico ( Rago, 2006) possiamo evidenziare come, nel primo modello l’approccio sia tendenzialmente deduttivo nel trasferimento di conoscenze, la metodologia sia centrata sul docente e l’erogazione formativa sia basata su interventi in presenza; nel secondo modello la motivazione ad apprendere è elemento centrale, assieme alla valorizzazione del vissuto dell’individuo.
| Caratteristiche | Pedagogia | Andragogia |
| Obiettivo principale | Trasferimento di conoscenze | Valorizzazione delle esperienze |
| Utilità finale | Modellizzazione cognitiva | Trasferibilità al contesto di lavoro/vita |
| Ruolo dominante | Centralità del docente | Centralità del discente |
| Valutazione | Responsabilità esterna | Autodisciplina |
| Spinta motivazionale | Obbligo di apprendimento | Motivazione personale/ professionale |
| Processo | Strutturato | Destrutturato |
| Metodo didattico | Deduttivo | Induttivo e deduttivo |
| Criticità psicologiche | Psicologia del bambino | Psicologia dell’adulto |
| Ingaggio metodologico | Aspetto ludico- emotivo | Aspetto cognitivo- razionale |
| Contesto | Identità spazio- temporale | Asincronia |
Applicando al contesto sportivo le caratteristiche dei due modelli è facile soffermarsi sulla spinta motivazionale. Il bambino arriva alla pratica di uno sport nella maggior parte obbligato direttamente ( genitori) o indirettamente ( amici, scuola ecc.), dimostrando un attaccamento fragile allo sport. Nell’adulto invece la motivazione personale è il motore della pratica sportiva.
In entrambi i casi è comunque fondamentale il ruolo dell’allenatore che seppur con approcci diversi ha l’obiettivo di “fidelizzare” l’atleta, motivandolo a crescere come persona nei vari aspetti bio-psico-sociali.
L’aspetto ludico-emotivo per l’ingaggio dell’atleta nel processo di apprendimento è comunque fondamentale sia per il bambino, che per l’adulto. Alcuni studiosi recuperano questa dimensione definendo come approccio pedandragogico quella pedagogia che fa appello alle emozioni, all’intrattenimento, al divertimento per formare e sviluppare le competenze.
E’ anche per questo che lo sport è una metodologia formativa utilizzata anche nelle organizzazioni per sviluppare competenze come: gestione di un gruppo, problem solving, time management, comunicazione interpersonale e altro ancora.