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I paradigmi della formazione a confronto luglio 2, 2009

Filed under: Materiale docenze — capitan8 @ 7:47 am

Per meglio comprendere le caratteristiche dell’apprendimento umano è necessario differenziare tra bambino e adulto.

Facendo ciò possiamo dividere la parte pedagogica ( relativa al bambino) da quella andragogica ( relativa all’adulto) e soffermarci su alcuni aspetti che meglio spiegano le differenze nell’apprendimento.

La pedagogia è una scienza dell’istruzione che si occupa della riflessione critica e della progettazione della pratica educativa ( dal greco paidos bambino e guidare, condurre, accompagnare). L’andragogia è una teoria unitaria dell’apprendimento ed educazione degli adulti. Il termine è stato coniato in contrapposizione a quello di pedagogia.

Prendendo spunto dalla tabella che confronta i due modelli pedagogico ed andragogico ( Rago, 2006) possiamo evidenziare come, nel primo modello l’approccio sia tendenzialmente deduttivo nel trasferimento di conoscenze, la metodologia sia centrata sul docente e l’erogazione formativa sia basata su interventi in presenza; nel secondo modello la motivazione ad apprendere è elemento centrale, assieme alla valorizzazione del vissuto dell’individuo.

 

Caratteristiche Pedagogia Andragogia
Obiettivo principale Trasferimento di conoscenze Valorizzazione delle esperienze
Utilità finale Modellizzazione cognitiva Trasferibilità al contesto di lavoro/vita
Ruolo dominante Centralità del docente Centralità del discente
Valutazione Responsabilità esterna  Autodisciplina
Spinta motivazionale Obbligo di apprendimento Motivazione personale/ professionale
Processo Strutturato Destrutturato
Metodo didattico Deduttivo Induttivo e deduttivo
Criticità psicologiche Psicologia del bambino Psicologia dell’adulto
Ingaggio metodologico Aspetto ludico- emotivo Aspetto cognitivo- razionale
Contesto Identità spazio- temporale Asincronia

Applicando al contesto sportivo le caratteristiche dei due modelli è facile soffermarsi sulla spinta motivazionale. Il bambino arriva alla pratica di uno sport nella maggior parte obbligato direttamente ( genitori) o indirettamente ( amici, scuola ecc.), dimostrando un attaccamento fragile allo sport. Nell’adulto invece la motivazione personale è il motore della pratica sportiva.

In entrambi i casi è comunque fondamentale il ruolo dell’allenatore che seppur con approcci diversi ha l’obiettivo di “fidelizzare” l’atleta, motivandolo a crescere come persona nei vari aspetti bio-psico-sociali.

L’aspetto ludico-emotivo per l’ingaggio dell’atleta nel processo di apprendimento è comunque fondamentale sia per il bambino, che per l’adulto. Alcuni studiosi recuperano questa dimensione definendo come approccio pedandragogico quella pedagogia che fa appello alle emozioni, all’intrattenimento, al divertimento per formare e sviluppare le competenze.

E’ anche per questo che lo sport è una metodologia formativa utilizzata anche nelle organizzazioni per sviluppare competenze come: gestione di un gruppo, problem solving, time management, comunicazione interpersonale e altro ancora.

 

 
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