Il corso indirizzato agli allievi allenatori e a quelli di primo grado si è tenuto a Castelfiorentino dal docente nazionale Matteo Morettini al mattino e dal docente nazionale Giuliano Lisi nel pomeriggio. Morettini è allenatore presso la società Eurodue di Sorgane a Firenze di squadre femminili di diverse fasce di età. Lisi è allenatore della selezione regionale maschile Under 16. Da un’analisi delle due presentazioni teorico-pratiche risulta ben evidente il divario di interpretazione del ruolo dell’allenatore. Da un punto di vista pedagogico possiamo identificare una tabella con alcuni elementi comparativi relativi a stili, strumenti, metodi ecc. Possiamo definire così due paradigmi che si accomunano per certe aree e si dividono per altre.
Caratteristiche dei metodi di allenamento
| Obiettivo principale | Valorizzazione della pratica | Valorizzazione della pratica |
| Utilità finale | Standardizzazione | Adattabilità |
| Ruolo dominante | Centralità del discente | Centralità del discente |
| Valutazione | Responsabilità esterna | Autodisciplina |
| Spinta motivazionale | Motivazione personale | Motivazione personale |
| Processo | Strutturato | Destrutturato accompagnato |
| Metodo didattico | Deduttivo | Induttivo e deduttivo |
| Leadership | Autoritaria | Funzionale |
| Ingaggio metodologico | Aspetto ludico emotivo ridotto | Aspetto ludico emotivo accentuato |
I due stili di allenamento sono apparsi pressoché antitetici come si può vedere dalla tabella sopra riportata. In comune possiamo riscontrare la centralità della figura del discente nella fase di apprendimento, intendendo con questo la forte necessità di applicare ( visto anche che si tratta di uno sport) quanto spiegato. Si può comunque vedere anche in questo una differenza di base data dalla valutazione che per Lisi è responsabilità dell’allenatore, mentre per Morettini risulta essere un inizio di autodisciplina, cosicché l’atleta sviluppa un metodo di autovalutazione. Lo stile di leadership risulta dunque autoritaria per Lisi, che alla “vecchia maniera” usa ancora il fischietto, dà poca libertà di adattamento dell’esercizio per l’atleta ed attende rigore estremo dal soggetto in apprendimento. Leadership funzionale per Morettini, che preferisce fin da piccoli lasciare discrezionalità all’atleta, maturando altresì la scelta e l’adattabilità all’esercizio; questo naturalmente non vuole dire lassismo o totale libertà di movimento nella palestra, ma solamente improntare una relazione con l’atleta di nuova generazione: come si trascriverebbe secondo il concetto di okeità di Berne “Io sono OK tu sei OK”. Del tutto simile è stato anche l’approccio nei confronti degli allenatori in formazione: Lisi non ha praticamente mai coinvolto le persone in formazione che hanno unicamente osservato l’allenamento per la selezione regionale maschile. Morettini ha, invece, improntato la propria docenza chiedendo spesso feedback e proposte di discussione, chiarendo metodi e strumenti utilizzati. Unica nota dolente non aveva a disposizione il videoproiettore e quindi è stata un po’ dura seguire la spiegazione di esercizi ed esperienze pratiche tutte a voce. Nel complesso la giornata è stata davvero interessante e pertanto il mio plauso va la Comitato Provinciale di Firenze che utilizza docenti qualificati.