Questa sarcastica frase di Dan Peterson ben rappresenta la difficile relazione che si può creare con i genitori dei giocatori, nello specifico i “pancaboys/girls”.
<< Perchè mio/a figlio/a non gioca mai? L’importante è giocare, mica vincere. Facciamo giocare tutti >>.
Eccole qua alcune frasi che sono certa almeno una volta un allenatore ha sentito. Sicuramente contrastano con la volontà di ogni sportivo ed il forte senso di competizione che lo portano a desiderare ardentemente la vittoria. Non si può comunque rimanere insensibili difronte a queste manifestazioni, che spesso celano i sentimenti di un atleta frustrato, che potrebbe anche isolarsi dal gruppo, fino ad andarsene via.
Quindi cosa fare?
1. Farsi un’accurata introspezione definendo se non facciamo giocare l’atleta per antipatia, per incapacità fisica, o semplicemente perchè ci dimentichiamo che “c’è”;
2. Se è per antipatia dovremmo farcela passare soprattutto se ha delle potenzialità, provando a coinvolgerlo un pò di più a dargli delle responsabilità e ad ascoltarlo nelle riflessioni di gruppo ed individuali;
3. Se è perchè ha delle incapacità fisiche, ci sono ulteriori considerazioni da fare: l’atleta è proprio negato, non è nemmeno predisposto fisicamente, con buone probabilità non ha nemmeno grinta da vendere ( visto che non mi accorgo nemmeno di lui/lei). In base all’età inizio a fare una bella selezione, parlando anche a quattrocchi con l’atleta e con i genitori. Se ancora in fase giovanile, valuto davvero la possibilità che “l’importante non è vincere, ma far giocare tutti” e allora lascio al caso gli esiti dei match. Nel caso in cui parliamo di agonismo o semi professionismo il dialogo con l’atleta sarà la prima cosa da farsi: chiarire possibilità, prospettive ed eventualmente ( nel caso di profondo attaccamento, nonchè sincero pianto) piani di recupero e/o ruoli alternativi all’interno della squadra.
4. Se invece ci dimentichiamo dell’esistenza di un atleta, proviamo a pitturarlo di un colore alternativo, non so giallo, fucsia, viola, può darsi che ce ne ricordiamo ogni tanto oppure lo adorniamo con dei fiori…